Verrigni: “Ho vissuto questa promozione da uomo di basket e da rosetano. È stato bellissimo!”
Dopo la promozione in serie A2 della Pallacanestro Roseto, abbiamo raccolto le impressioni (e le emozioni) del ds rosetano.
Video a cura di Simone Leoni
Marco, una stagione straordinaria che si chiude nel modo più bello possibile. Quali emozioni hai provato al termine di "Gara 3"?
Sinceramente è difficile trovare le parole. È una gioia immensa, indescrivibile. Il giusto epilogo per una stagione pazzesca. Chiudere i playoff con tre serie vinte 3-0 è qualcosa di incredibile, ma è quello che ci siamo meritati per il lavoro che abbiamo fatto fin dall’inizio.
Avete dominato la regular season con 14 punti di vantaggio sulla seconda. Quanto era importante confermare questa superiorità anche nei playoff?
Era fondamentale. Sarebbe stata una beffa clamorosa non coronare il nostro percorso con la promozione. Abbiamo fatto una stagione regolare praticamente perfetta e questi playoff hanno confermato la forza e la solidità del gruppo.
Cosa ha avuto in più questa squadra rispetto alle altre?
Il gruppo. Prima ancora che giocatori, questi sono ragazzi fantastici. C’è stato un senso di unione, sacrificio, umiltà e voglia di vincere che ha fatto la differenza. Un’alchimia rara da trovare in una squadra sportiva.
Quanto ha contato lo staff tecnico e dirigenziale in questo successo?
Lo staff tecnico è stato di primissimo livello: preparazione, gestione e capacità di leggere le partite. E poi la società e la proprietà, sempre presenti, competenti, vicine alla squadra. È stato un lavoro corale in cui ognuno ha dato il massimo.
Per te questo successo ha un sapore particolare: da ex giocatore a direttore sportivo, sempre con Roseto nel cuore. Cosa significa?
Un'emozione doppia. Ho avuto l’onore di far parte di questa società da giocatore e ora viverla in un altro ruolo, è bellissimo. È una sensazione stupenda contribuire in un modo diverso, ma sempre con lo stesso amore per questi colori.

Il ds Marco Verrigni (Foto di Stefano Varani - Pallacanestro Roseto)
C'è stato un momento in stagione in cui hai capito che questa squadra avrebbe potuto davvero fare il salto di categoria?
Ci sono stati vari momenti importanti, ma quello che mi ha davvero fatto capire il potenziale di questa squadra è stata la reazione nelle difficoltà. Quando c’era da soffrire, ci siamo compattati, nessuno si è tirato indietro. Lì ho capito che avevamo qualcosa in più.
Vincere "Gara 3" al Taliercio contro Mestre non è cosa da poco, che partita è stata?
Mestre è una grande squadra, merita rispetto. Ma i ragazzi sono stati eccezionali anche lì, con personalità e lucidità. Sapevamo che volevamo chiudere la serie subito, e l’abbiamo fatto con autorità, nel loro palazzetto. È stata una prova di maturità.
Oltre 800 tifosi al vostro seguito al Taliercio e poi l’accoglienza straordinaria al vostro ritorno a Roseto: cosa vuoi dire al popolo rosetano?
Li ho ringraziati personalmente al palazzetto di Mestre. Sono stati incredibili, ci hanno fatto sentire come a casa. E poi il ritorno… indescrivibile. Quando il pullman è arrivato al PalaMaggetti e abbiamo visto così tanta gente ad accoglierci, è stato emozionante. Questa promozione è anche loro. Il nostro pubblico è il sesto uomo di questa squadra. Grazie ancora a tutti!

