Il commercio al dettaglio in agonia: Roseto degli Abruzzi specchio di un’Italia che cambia

Le saracinesche abbassate nel mezzo della giornata non sono più una rarità. A Roseto degli Abruzzi, come in centinaia di altre città italiane, i negozi di vicinato resistono, ma a fatica.

Maggio 18, 2026 - 09:02
Aggiornato: 2 mesi fa
Il commercio al dettaglio in agonia: Roseto degli Abruzzi specchio di un’Italia che cambia
Via Nazionale a Roseto degli Abruzzi

Parlando con alcuni commercianti di Roseto centro, emerge un quadro preoccupante, fatto di conti che non tornano, clienti che diminuiscono e un sistema economico che sembra essersi riorganizzato intorno a loro, lasciandoli ai margini.

Una crisi a più livelli
I problemi che i commercianti rosetani elencano sono gli stessi che si sentono da Bolzano a Palermo.
Prima di tutto i costi fissi.
Energia, affitti, tasse locali e nazionali continuano a salire indipendentemente dall’andamento delle vendite.
A questi si aggiungono i costi del personale, che rendono difficile anche solo assumere un dipendente senza mettere a rischio i margini già esigui.
Sul fronte dei ricavi, la situazione non è migliore.
Le famiglie italiane dispongono di redditi reali fermi da anni.
Stipendi bassi, pensioni minime, precarietà diffusa.
Chi entra in un negozio spesso non ha molto da spendere, e quando deve scegliere tende a orientarsi verso il prezzo più basso, che quasi mai è quello del piccolo commerciante.
E poi le liberalizzazioni delle licenze che hanno scatenato una vera e propria guerra tra poveri: dove prima c'era mercato per uno, ora non c'è mercato per due o tre.

Il peso della burocrazia
C’è un altro fardello che i commercianti italiani portano sulle spalle ogni giorno e che raramente viene nominato con la dovuta chiarezza.
L’Italia è uno dei paesi europei con il maggior numero di adempimenti burocratici a carico delle imprese.
Licenze, autorizzazioni, dichiarazioni, scadenze fiscali, normative in continuo aggiornamento.
Ogni pratica richiede tempo, spesso denaro, quasi sempre l’aiuto di un professionista.
Per un piccolo negozio, tutto questo si traduce in ore sottratte al lavoro vero e in costi che si sommano a quelli già insostenibili.
È un principio economico consolidato: quando le regole diventano troppe e la burocrazia soffoca l’iniziativa privata, l’economia rallenta, le imprese chiudono e alla fine a pagarne il prezzo è l’intera popolazione.
In Italia questo meccanismo si vede con chiarezza, e i commercianti lo vivono sulla propria pelle ogni giorno.

L’estate come unica ancora di salvezza
A Roseto degli Abruzzi la crisi del commercio ha una caratteristica tutta sua, che la rende per certi versi ancora più fragile.
La città è una rinomata località balneare, e nei mesi estivi la popolazione arriva a triplicare grazie all’afflusso di turisti e villeggianti.
È in quei pochi mesi che i commercianti riescono a lavorare in modo discreto, a incassare quanto basta per tirare avanti.
Il resto dell’anno, però, è un lungo periodo di magra in cui i costi rimangono fissi e i clienti scarseggiano.
Un modello insostenibile, che costringe molti a vivere di rendita stagionale senza poter programmare nulla oltre il breve termine.

La grande distribuzione e il commercio online
La concorrenza della grande distribuzione organizzata non è una novità, ma continua a pesare.
I supermercati e i centri commerciali offrono varietà, parcheggio, orari prolungati e prezzi difficilmente eguagliabili.
Ma se la grande distribuzione era il nemico di ieri, oggi ce n’è uno ancora più insidioso, ovvero Internet.
Le piattaforme di e-commerce, Amazon in testa, hanno cambiato radicalmente le abitudini d’acquisto.
Il consumatore compara i prezzi in pochi secondi, ordina dal divano e riceve la merce il giorno dopo.
Il negozio sotto casa non può competere su questo terreno, né per i prezzi né per la comodità.

La Cina che è arrivata direttamente a casa nostra
C’è però un fenomeno più recente e forse ancora più dirompente, che i commercianti descrivono con una punta di amarezza.
La filiera si è accorciata fino a scomparire.
Per decenni, le aziende cinesi producevano e le aziende italiane importavano, distribuivano e vendevano al cliente finale.
Oggi quel passaggio intermedio non esiste più.
Piattaforme come Shein, Temu e AliExpress vendono direttamente al consumatore italiano, a prezzi che un rivenditore tradizionale non potrà mai praticare.
Il margine che un tempo remunerava il commerciante è sparito, assorbito dall’algoritmo di una piattaforma straniera.

Il nodo della deindustrializzazione
Dietro tutto questo c’è una questione strutturale che riguarda l’intero paese.
L’Italia produce sempre meno.
Interi settori manifatturieri si sono svuotati nel corso degli ultimi decenni, con fabbriche chiuse e posti di lavoro persi.
Meno produzione significa meno lavoratori, meno redditi, meno consumi locali.
È un circolo vizioso che colpisce prima le famiglie, poi i negozi, poi l’intera comunità.

Un grido di dolore che non trova risposta
I commercianti rosetani non chiedono miracoli.
Chiedono una tassazione più equa, bollette sostenibili, politiche che favoriscano il consumo locale e regole più stringenti per le piattaforme straniere che operano nel nostro mercato senza pagare le stesse tasse di chi ha un negozio fisico, un dipendente da pagare e una comunità da sostenere.
E chiedono, soprattutto, che qualcuno abbia il coraggio di semplificare davvero, di togliere anziché aggiungere, di fidarsi di chi ogni mattina alza la saracinesca e ci prova.
Roseto degli Abruzzi è uno specchio fedele di ciò che accade in tutta Italia.
E lo specchio, per ora, restituisce un’immagine preoccupante.

Nota: le testimonianze raccolte in questo articolo provengono​ da una decina di commercianti di Roseto degli Abruzzi, che hanno scelto di raccontare la propria situazione in forma anonima. I loro nomi sono noti all’autore.

Lorenzo Mazzocchetti

Ideatore e fondatore di Roseto24.it, unisce un grande desiderio di conoscenza a una buona dose di sana ironia. Sa raccontare le vicende locali con uno stile originale e coinvolgente, trasformando il sito in un punto di riferimento per chi vuole scoprire e vivere la città in tutte le sue sfumature.