La Pallacanestro Roseto e la forza del "Noi"
Stagioni così non si dimenticano. E non perché siano belle. Roseto è ultima, da sola, con il PalaMaggetti chiuso a chiave dal Prefetto di Teramo. Una società che spende, che ci crede, che soffre. E una squadra che cerca ancora sé stessa mentre il tempo stringe e la quadratura del cerchio non si trova.
Adesso che il mosaico ha i suoi tasselli definitivi, Roseto può finalmente guardarsi allo specchio e riconoscersi.
Harrison e Cannon sono la coppia straniera che dovrà accompagnarci fino al traguardo.
Il talento c’è, ma attenzione a non innamorarsi solo dei riflessi dorati che arrivano da oltreoceano.
Il basket non è mai un soliloquio, è un’orchestra sinfonica.
I solisti americani servono a toccare le note più alte, ma lo spartito ha bisogno anche delle note degli altri otto musicisti.
Sono tutti gli strumenti nel loro insieme a suonare la sinfonia.
Non esistono scorciatoie, non esistono salvatori della patria.
Esistono solo dieci musicisti che salgono sul palco e suonano insieme.
L’alternativa è steccare o non suonare affatto.
Al coach spetta il compito più nobile e difficile, quello di trasformare dieci strumenti diversi in un'orchestra affiatata.
Perché da soli si riempiono i tabellini, ma solo insieme si salva una stagione.
Il momento è delicato, ma il destino ha concesso ancora una chance: ai Play-Out ne retrocederà soltanto una su quattro.
Un’occasione che non ammette distrazioni, un’ultima spiaggia che richiede cuore, testa e polmoni d'acciaio.
Tutto questo nella recondita speranza che il silenzio del PalaMaggetti lasci finalmente spazio all’urlo della gente di mare.

