Luciano Astolfi tra arte, gusto e fede. Storia di un artista autentico

Le mani di Luciano Astolfi si muovono con la stessa maestria sia quando mescola i colori sulla tavolozza che quando bilancia gli ingredienti per un nuovo gelato. A Roseto degli Abruzzi, tra pennelli e mantecatori, vive e lavora un “artista della materia” che ha fatto della creatività la sua bussola esistenziale.

Giugno 18, 2025 - 07:00
Aggiornato: 3 mesi fa
Luciano Astolfi tra arte, gusto e fede. Storia di un artista autentico
Il Maestro Luciano Astolfi, fotografato da Sergio Pancaldi. Clicca sulle frecce (o scorri lateralmente) per visualizzare alcune delle sue opere.
Luciano Astolfi tra arte, gusto e fede. Storia di un artista autentico
Luciano Astolfi tra arte, gusto e fede. Storia di un artista autentico
Luciano Astolfi tra arte, gusto e fede. Storia di un artista autentico
Luciano Astolfi tra arte, gusto e fede. Storia di un artista autentico

Luciano Astolfi, artista e gelatiere, è una di quelle persone rare che incarnano l'autenticità in ogni gesto.
Dalla pittura all'arte dolciaria, la sua è una storia di passione, sperimentazione e fede che si intreccia con il territorio abruzzese e si nutre di una spiritualità profonda.
Lo incontro nel suo studio, dove tele dai colori vibranti si alternano a foto storiche della gelateria di famiglia.

Luciano, sei conosciuto come pittore, ma anche come gelatiere. Come nasce questo duplice percorso così particolare?

Tutto parte dalla mia famiglia e dal Bar della Stazione, che gestivamo negli anni '70. Era un punto di ritrovo fondamentale per Roseto. All'epoca avevo dieci anni e sono cresciuto respirando quell'atmosfera fatta di socialità autentica. Successivamente, quando già studiavo all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila, prendemmo in gestione l'albergo "Imperiale". Al piano terra c'era una gelateria molto frequentata ed è lì che rimasi affascinato dalla produzione artigianale. La magia stava nel vedere come ingredienti semplici si trasformassero in qualcosa di nuovo, proprio come accade con i colori su una tela.

Il suo volto si illumina quando racconta di quel periodo.

Più avanti, con mia sorella Tiziana, aprimmo la "Gelateria Astolfi" in via Thaulero. Lì iniziò davvero la mia avventura nel mondo del gelato artigianale.


Come si legano concretamente queste due forme d'arte?

Quando lavoro nel laboratorio di gelateria, mi guida la stessa spontaneità che ho davanti a una tela. Non progetto mai nulla a tavolino, seguo semplicemente l'istinto creativo. Anche nella disposizione dei gusti nel banco frigo cerco un'armonia visiva perché, come si dice, si mangia prima con gli occhi! Per me la creatività non conosce confini: che sia un colore che stendo sulla tela o un ingrediente che aggiungo al gelato, il gesto nasce dalla stessa fonte interiore.

Mi mostra alcune sue opere appese alle pareti, sono dipinti dove la materia sembra respirare, dove la ruggine diventa elemento espressivo tra luce e ombra.

Hai avuto maestri importanti all'Accademia: Gino Marotta, Giosetta Fioroni, Fabio Mauri. Quanto hanno influito sul tuo percorso artistico?

Sono stati fondamentali, mi hanno introdotto all'affascinante mondo dell'espressione artistica. Fabio Mauri, in particolare, ha influito notevolmente sulla mia visione dell'arte. Ricordo ancora le sue parole: "L'arte è pensiero, prima che tecnica, e anche un oggetto comune può diventare arte se cambia la sua funzione". Mi fece capire che l'arte non è solo estetica, ma riflessione, provocazione e libertà di pensiero.

Si ferma un momento, lo sguardo che si perde verso una tela incompiuta. 

Mauri ci insegnava a cercare l’essenza delle cose oltre ciò che appare. È quello che faccio anche con il gelato: non mi basta il sapore, cerco l’emozione che può risvegliare.

L'Abruzzo quanto influisce sulla tua arte e sui tuoi gelati?

È la mia fonte di ispirazione continua. Nei miei quadri non cerco mai di riprodurre l'immagine del paesaggio abruzzese, ma di catturarne l'atmosfera, l'anima. Il mare di Roseto, le colline che guardano i monti, i colori che cambiano con le stagioni, tutto questo vive dentro le mie opere. Anche in gelateria il territorio è protagonista. Uso la liquirizia di Atri, lo zafferano dell'Aquila e reinterpreto dolci della tradizione locale. La nostra regione è un tesoro di sapori autentici che mi offre sempre nuovi spunti creativi.

Hai esposto in tutta Italia e all'estero. Quali sono i temi che ricorrono nei tuoi dipinti?

Il tema centrale è sempre la vita, soprattutto la vita oltre la vita. C'è una forte componente spirituale nel mio lavoro perché senza trascendenza l’esistenza perde significato. L'arte mi permette di esplorare la fede e le grandi domande esistenziali che tutti ci poniamo.

Mi indica una serie di opere dove la ruggine è protagonista.

Mi ispiro spesso alle parole del Vangelo: "Accumulate tesori in cielo, dove né tarme né ruggine li consumano". La ruggine, nelle mie opere, diventa metafora della caducità terrena, ma anche della bellezza che può nascere dal deterioramento e dalla trasformazione.


Come vedi, oggi, il panorama culturale di Roseto?

Il suo tono si fa più riflessivo.

La perdita della Villa Comunale e del Cinema Teatro Odeon ha rappresentato un impoverimento culturale significativo per la città. Oggi manca uno spazio dove i giovani possano avvicinarsi all'arte, scoprirla e viverla in prima persona.

Ma subito si riaccende.

Tuttavia, ci sono realtà che cercano di colmare questo vuoto. A Palazzo Pangia, a Montepagano, insieme ad altri artisti stiamo lavorando per tenere viva la fiamma della cultura. Credo profondamente in questi luoghi aperti e condivisi, dove l'arte si crea e si vive collettivamente.

Tra tutti i gelati che hai creato, ce n'è uno che consideri la tua "opera d'arte" più riuscita?

Ride di gusto.

Sai, so essere anche una persona molto pratica. Per me, il miglior gelato è semplicemente quello che piace al cliente. Adoro sperimentare e creare, certo, ma non sono il tipo che passa ore a raccontare un gusto come fosse un'opera d'arte concettuale. Se un gelato resta in vaschetta per tre giorni, significa che non ha funzionato. Il riscontro del pubblico, in questo mestiere, è tutto.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Continuerai a coltivare entrambe le passioni?

In realtà no. Credo che, con il tempo, la gelateria occuperà un posto sempre più marginale nella mia vita. L'arte rappresenta la mia direzione futura, non solo come espressione pittorica personale, ma come mezzo per promuovere la cultura e aiutare i giovani a riscoprire la bellezza e la libertà del pensiero creativo. Realizzare questo obiettivo sarebbe per me il vero capolavoro.

In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, quale ruolo ha l'arte tradizionale?

Non dobbiamo demonizzare la tecnologia, oggi anche l'arte si serve di nuovi strumenti. Il cuore della vera arte, però, rimangono sempre il pensiero e l'idea, qualcosa di profondamente umano e personale. L'arte non ha confini, né cornici. L'arte è libertà.

Le sue parole si fanno più intense.

Come ricordava Giovanni Paolo II, "la bellezza salverà il mondo". Anch'io ne sono fermamente convinto. La bellezza ci dona speranza, ci fa respirare la vita e ci restituisce il senso delle cose più profonde.

Un messaggio finale ai giovani?

L'importante, nella vita come nell'arte, è creare con autenticità. Il resto viene da sé. Non abbiate paura di sperimentare, di sbagliare e di seguire la vostra voce interiore. È lì che nasce la vera arte.

Saluto Luciano e mi allontano meditabondo.
Ripenso alle sue parole sulla bellezza che salva e al suo viaggio tra materia, spirito e immaginazione.
Improvvisamente, inizia a piovere sulla spiaggia di Roseto e mi torna alla mente un detto dei nostri vecchi: "Che je fa l'acqua a lu mare?".
Contemplo la pioggia che si perde nel mare e realizzo che anche la natura è un'artista.
Resto immobile, in un meravigliato silenzio, a respirare la bellezza dell'arte.

INFORMAZIONI

- Studio d'Arte del Maestro Luciano Astolfi: via Thaulero, 30 - Roseto degli Abruzzi
- Gelateria Artigianale: Hotel Liberty, Lungomare Roma - Roseto degli Abruzzi
- Facebook: https://www.facebook.com/luciano.astolfi.5



Lorenzo Mazzocchetti

Ideatore e fondatore di Roseto24.it, unisce un grande desiderio di conoscenza a una buona dose di sana ironia. Sa raccontare le vicende locali con uno stile originale e coinvolgente, trasformando il sito in un punto di riferimento per chi vuole scoprire e vivere la città in tutte le sue sfumature.