La Rosetana Calcio tra orgoglio e riscatto
Il vice allenatore Federico D'Eugenio traccia un bilancio della stagione sportiva appena conclusa.
Si è chiusa una stagione decisamente intensa per la Rosetana. Come la riassumerebbe?
Direi che è stata una stagione dal sapore dolceamaro. Dolce perché, guardando da dove siamo partiti, il percorso fatto è incredibile: a novembre eravamo ultimi con 3 punti, oggi chiudiamo sesti. È un risultato che vale tantissimo. Amaro, perché quei punti persi nelle prime otto giornate ci sono costati i playoff. È giusto, però, riconoscere anche gli errori. L'avvio di campionato, senza girarci troppo intorno, è stato molto più complicato del previsto.
Proprio in quel momento critico è arrivata la svolta. Cosa è cambiato?
La società ha avuto il coraggio di cambiare completamente lo staff tecnico, e da lì è nata una nuova energia. Abbiamo trovato la giusta alchimia con i ragazzi e costruito una striscia di sei vittorie consecutive che ci ha rimesso in corsa. È stato un segnale importante, non ci siamo mai arresi.
Federico D'Eugenio, vice allenatore della Rosetana Calcio
Ha parlato dei ragazzi. Che gruppo avete trovato nello spogliatoio quando siete arrivati?
Un gruppo giovane, ma con una voglia pazzesca di crescere. Li abbiamo visti trasformarsi in uomini e calciatori pronti. Hanno lavorato duramente, accettando i cambiamenti e credendo nella nuova direzione. Credo che alcuni di loro abbiano il potenziale per giocare anche in categorie superiori. E lo dico senza retorica.
Una stagione speciale anche per altri motivi: la prima stracittadina in Promozione e l’anno del Centenario.
Abbiamo sentito tanto l’importanza di queste ricorrenze. La prima stracittadina in Promozione è stata una grande emozione per tutti noi e per la città. E poi il Centenario una ricorrenza unica. Il 7 giugno sarà una festa speciale, che darà il giusto riconoscimento a questa stagione e a una società storica come la Rosetana.
La maglia realizzata per il centenario della fondazione
Quanto è stata importante la società in tutto questo percorso?
Fondamentale. Non ci ha mai fatto mancare nulla, nei limiti del possibile. C’è stato sempre un dialogo aperto, rispetto reciproco e la volontà di costruire insieme. Quando si lavora in un ambiente dove ti senti parte di una famiglia, i risultati arrivano. E credo che questa stagione ne sia la prova.
E ora, cosa si aspetta per il futuro?
Per il momento ci godiamo un po’ di meritato riposo. È giusto staccare e riflettere, poi vedremo il da farsi.

