Liofilchem Roseto, prima battuta d'arresto a Mestre
Coach Salvatore Gullotto: "Difesa da rivedere, ma l'attacco è una buona base su cui costruire"
Seconda giornata del campionato di serie A2 maschile e prima battuta d’arresto per la Liofilchem Roseto, superata in trasferta dalla Gemini Mestre. Abbiamo raccolto il punto di vista di Salvatore Gullotto, ex vice allenatore del Roseto 20.20 (serie B interregionale) e attualmente alla guida delle squadre Under 19 Eccellenza e Serie C nel Roseto Basket Academy.
Coach Gullotto, partiamo dal risultato: quanto è meritata secondo lei la vittoria di Mestre?
Credo sia una vittoria pienamente meritata. Mestre ha giocato una partita solida, concreta, sfruttando al meglio le proprie qualità. Hanno mostrato organizzazione, lucidità nelle scelte offensive e grande applicazione nel leggere le nostre disattenzioni difensive.
La difesa è sembrata il vero tallone d’Achille per Roseto: dove ha visto le maggiori difficoltà?
Principalmente nell'uno contro uno e nella gestione del pick and roll. I nostri esterni hanno faticato a contenere Curry, che ha avuto troppo spazio per accendersi. Anche nelle rotazioni siamo stati poco reattivi. A questo livello, se difendi in modo disorganico, gli avversari ti puniscono senza pietà.
Curry ha chiuso con 35 punti e percentuali elevatissime da tre punti. È stato solo merito suo?
Sicuramente ha fatto una partita di altissimo livello, anche se la percentuale da tre punti non è proprio usuale per lui. Noi, per contro, non siamo mai riusciti a togliergli ritmo. Quando un giocatore del genere prende fiducia, può diventare devastante. Va anche dato merito a Mestre di averlo messo nelle condizioni ideali per incidere.
Nonostante tutto, Roseto è rimasta spesso in scia nel punteggio. Cosa è mancato per completare la rimonta?
La sensazione è che, pur rimanendo a contatto, la squadra non sia mai riuscita davvero a cambiare l’inerzia della partita. Ci è mancata quella fiammata, quella giocata difensiva o offensiva che potesse invertire la tendenza. Anche mentalmente, forse, non abbiamo mai dato l’impressione di poterla portare a casa.
L'attacco però ha prodotto 91 punti: un dato da non sottovalutare. È un aspetto su cui costruire?
Assolutamente sì. Segnare 91 punti fuori casa non è banale, specialmente senza giocare a ritmi altissimi. Questo dimostra che in attacco abbiamo soluzioni e qualità, ma il problema è che se ne concedi 100, diventa tutto più complicato. Lavorare sulla fase difensiva è prioritario.
Dal punto di vista tattico, quanto hanno inciso le letture offensive di Mestre?
Molto. Hanno saputo leggere le nostre scelte difensive, soprattutto nelle situazioni di pick and roll. Per contro hanno sofferto di più la nostra difesa a zona anche se poi con il passare dei minuti hanno trovato soluzioni più efficaci.
Cosa può fare coach Finelli per migliorare la tenuta difensiva della squadra?
Credo che il lavoro debba essere duplice: individuale e di squadra. Serve migliorare nell’uno contro uno, ma anche nelle collaborazioni difensive. Non possiamo affidarci solo a contenimenti individuali, bisogna costruire una difesa di sistema più solida, capace di compensare anche le situazioni più difficili.
Ultima domanda: questa sconfitta, nonostante siamo ad inizio stagione, deve preoccupare o può essere una tappa di crescita?
Le sconfitte aiutano a capire dove migliorare. Questa, se letta nel modo giusto, può diventare un punto di partenza. È un campionato lungo, e Roseto ha tutti i mezzi per fare bene. Ma è chiaro che fuori casa non puoi permetterti questo tipo di discontinuità, soprattutto nella tua metà campo.

