Pallacanestro Roseto: 10 domande a Fabio Brocco tra entusiasmo, giovani e sostenibilità
Dopo il successo al debutto a San Severo, il Presidente Fabio Brocco fa il punto sul nuovo corso biancazzurro tra la guida di Franco Gramenzi, le lezioni del passato e l'appello all'imprenditoria locale.
Presidente, che sensazioni le ha lasciato l’esordio di San Severo e quanto è importante iniziare il campionato con una vittoria convincente e per di più in trasferta?
Ottime sensazioni a San Severo, una vittoria in trasferta significa certamente iniziare col piede giusto. C’è comunque ancora molto lavoro da portare avanti, questa squadra ha margini di crescita.
La squadra ha mostrato una notevole capacità realizzativa e un contributo importante da diversi giocatori. Quanto rispecchia questa partita l’idea di squadra che avevate in mente durante la costruzione del roster?
Ottime sensazioni a San Severo, una vittoria in trasferta significa certamente iniziare col piede giusto. C’è comunque ancora molto lavoro da portare avanti, questa squadra ha margini di crescita.
La squadra ha mostrato una notevole capacità realizzativa e un contributo importante da diversi giocatori. Quanto rispecchia questa partita l’idea di squadra che avevate in mente durante la costruzione del roster?
Questo è il gruppo di atleti voluto dal nostro coach. Con lui condividiamo la visione di una squadra giovane e dinamica, in grado di crescere e migliorarsi nel corso della stagione.
Dopo la retrocessione dalla A2, ripartire con una vittoria può dare entusiasmo a tutto l’ambiente. Quanto può essere importante questo entusiasmo nel percorso che avete davanti?
L’entusiasmo è alla base del progetto sportivo. Serve entusiasmo a tutti i livelli: in campo, sugli spalti, tra gli sponsor. Con l’armonia tra queste tre componenti si creano i presupposti di continuità. A San Severo è stato emozionante vedere il nostro settore ospiti gremito.
Gramenzi ha parlato di una stagione di ricostruzione. Quali sono le caratteristiche sulle quali avete deciso di costruire questa nuova Roseto?
Atleti giovani, talentuosi, integri, affamati.
Roseto è una piazza abituata ad avere ambizioni importanti. Quali sono oggi gli obiettivi che la società si è posta per questa stagione?
La società deve restare coi piedi per terra, fare i conti con la realtà e misurare le proprie ambizioni sulla base del livello di partecipazione al progetto sportivo di sponsor e pubblico al palazzetto.
Quanto sarà importante trovare il giusto equilibrio tra la voglia di tornare rapidamente in A2 e la necessità di costruire un progetto solido e sostenibile?
Non può esserci A2 senza un progetto sostenibile alla base. Il desiderio di tornare in A2 è forte, ma ora la società deve lavorare duramente per consolidarsi nell’attuale categoria con il suo giovane gruppo squadra.
Guardando alla stagione appena conclusa, quali insegnamenti pensa che il Roseto possa portare con sé nell’esperienza di quest’anno?
Moltissimi insegnamenti dalla scorsa stagione, questo argomento merita un intero capitolo a parte. Sono stati commessi errori a tutti i livelli. Ora posso dire che sulle ceneri della passata stagione nasce un nuovo progetto più snello e dinamico.
C’è qualche aspetto della gestione della passata stagione che, con l’esperienza maturata, oggi affronterebbe in maniera diversa?
Molti aspetti della stagione passata, che erano iniziati in realtà già nel girone di ritorno della stagione vittoriosa della promozione in A2, sono stati esaminati e portati a miglioramento. Non è comunque tutto da buttare quello che è stato vissuto nell’ultimo anno e mezzo: si dice, infatti, che si impara di più da un risultato negativo che da uno positivo. Confidiamo di non ripetere errori nel futuro prossimo.
Quanto è importante avere nuovamente Gramenzi alla guida della squadra, dopo la promozione conquistata insieme nel 2024-2025, e che cosa vi aspettate da lui in questa nuova fase?
La proprietà non ha mai voluto interrompere il rapporto con Gramenzi, per questo siamo felici che lui abbia scelto di tornare a Roseto non solo per allenare la nostra squadra, ma anche per mettere a disposizione la sua grande esperienza ed assistere la società nelle scelte strategiche ed organizzative.
Qual è il Roseto che il Consorzio Le Quote vorrebbe vedere alla fine di questa stagione e, più in generale, quale percorso immaginate per la società nei prossimi anni?
In campo, immaginiamo e desideriamo una squadra che sappia strappare applausi, sia nelle vittorie che nelle sconfitte. Vogliamo restituire al pubblico rosetano l’orgoglio di tifare questi atleti in canotta bianco azzurra. A livello societario auspichiamo maggiore partecipazione da parte del tessuto imprenditoriale locale: non è lungimirante pensare che in pochi, anzi pochissimi, i soliti noti, portino avanti questo progetto a tempo indeterminato caricandoselo unicamente sulle proprie spalle. Questo progetto è nato come Consorzio, è aperto e richiede il contributo di molti.

